Il modello di Sos Varese Aiuta si sta dimostrando molto efficace per riuscire a raggiungere in modo capillare tutti i cittadini, oltre che le aziende ospedaliere e le rsa in prima linea nella lotta al Coronavirus con la consegna dei dispositivi di sicurezza.

Si tratta di un kit contenente il necessaire per realizzare le mascherine, che non sono dispositivi medici ma sono comunque protettive e riutilizzabili sanificandole e che viene consegnato a chi si offre volontario per produrle. A Varese sono 180, tra sartine e sartini, che hanno confezionato oltre 40 mila mascherine che sono state donate all’Asst Sette Laghi, a tutte le Rsa della provincia, e distribuite ai cittadini bisognosi attraverso i volontari, le associazioni, le parrocchie i comuni e le protezioni civili. E sono 4600 le persone che, in tutta Italia, hanno chiesto di collaborare e di ricevere il kit. E persino all’estero: i kit di Sos Varese Aiuta sono arrivati fino in Spagna, Austria, Svizzera, Regno Unito, Belgio e Germania.

«E ora non ci fermiamo – spiega Claudio Colombo – Continueremo a produrre e donare mascherine, visiere, camici, copricapo e quanto serve secondo il bisogno, che oggi fortunatamente è inferiore visto che l’emergenza è parzialmente rientrata. Ma abbiamo anche un ulteriore obiettivo: quello di fare rete con le piccole realtà di volontariato locale. Abbiamo realizzato un sito internet in cui racchiuderemo tutti i progetti delle associazioni minori che hanno bisogno di visibilità per continuare a portare avanti le loro iniziative di sostegno ai più deboli».